immagine
Clicca per ingrandire
La città della ceramica

Nome e origini di Deruta rimangono misteriosi, anche se qualche elemento si deduce dai ritrovamenti archeologici d'epoca etrusca e romana tra il IV secolo a.C e il IV secolo d. C. alcuni dei quali esposti nell'atrio della residenza comunale: unica certezza, diruta significa rovinata, distrutta (come pure le altre varianti: Ruta, Rupta, Direpta, Druida).

In epoca medievale, Deruta, castello fortificato sottomesso a Perugia, oltre che dall'inviato perugino, era amministrata da quattro “boni omini” eletti tra i suoi abitanti e, almeno dal Trecento, possedeva un proprio Statuto. All'epoca la città fu stremata da continue pestilenze, per cui la popolazione diminuì vistosamente e la cinta muraria fu addirittura ridimensionata. Tra Quattrocento e Cinquecento Deruta subì devastazioni e saccheggi sotto le signorie prima di Gian Galeazzo Visconti poi di Braccio da Montone e infine dei Baglioni. Nel 1540, in occasione della “guerra del sale” si alleò con lo Stato pontificio che, sedata la rivolta perugina, garantì al paese un periodo di relativa pace: fu proprio in questo momento storico che la produzione di ceramiche artistiche si sviluppò maggiormente sia in qualità che in quantità.

La sottomissione al governo pontificio durò fino al 1860, a parte due brevi interruzioni legate al dominio francese: tra 1798 e 1800 fu inclusa nella Repubblica Romana come quarto cantone del Dipartimento del Trasimeno e fra 1809 e 1814 fece parte dell'Impero napoleonico. Oggi la città si compone di un nucleo storico e di un ampio settore abitativo e industriale sviluppatosi negli ultimi anni parallelamente alla direttrici statale E 45.

Deruta è socio fondatore dell'Associazione Italiana Città della Ceramica.

Associazione senza fini di lucro, nata nel 1999 (a cui aderiscono 33 comuni di 15 Regioni), che ha per scopo la creazione di una rete nazionale della città ove storicamente è venuta a svilupparsi una significativa attività ceramistica. Costituiscono obiettivi di primariaimportanza per l'Associazione:

-valorizzare e promuovere la ceramica artistica e tradizionale italiana;

  • tutelare i docuemtni afferenti alla tradizione ceramica;

  • - sostenere musei, centri di ricerca, soggetti pubblici e privati finalizzati alla salvaguardia e allo studio della ceramica;

  • - sostenere la divulgazione e la conoscenza della tradizione della città ceramica;

  • sostenere mostre ed eventi sulla ceramica contemporanea;

  • valorizzare scuole d'arte e centri professionali.



Deruta ha un “Disciplinare di produzione ceramica artistica e tradizionale” con relativo Marchio “Ceramica Artistica e Tradizionale”.

La ceramica artistica e tradizionale è un prezioso patrimonio storico, culturale ed economico per molti Comuni italiani.

Il Marchio nazionale della ceramica artistica tradizionale, istituito con legge 188/1990, è a valenza europea ed è regolamentato da un disciplinare di produzione per ciascuna zona riconosciuta dal Consiglio Nazionale Ceramico.

La sua applicazione mira:

  • al miglioramento della qualità del prodotto;

  • allo sviluppo innovativo del prodotto, essenziale per assicurare la continuità della tradizione;

  • alla garanzia dell'acquirente.

Il Marchio indica la città, l'azienda ceramica e la tipologia.


Santa Caterina d'Alessandria
Una santa antica e tra le più venerate dal Medioevo all'età moderna.

Viene da Alessandria d'Egitto e la sua morte risalirebbe al 305 ca. In una delle persecuzioni contro i cristiani, dopo varie torture alle quali sopravvisse, fu sottoposta al supplizio delle ruote dentate facendo girare le quali le carni venivano lacerate, ma le ruote si spezzarono ferendo i carnefici. La sua anima nella notte fu portata dagli angeli sul monte Sinai, nelle penisola arabica, dove sorge il monastero a lei dedicato, tuttora meta di pellegrinaggio. Viene rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali per sottolineare la sua origine principesca. La palma che tiene in mano indica la sua vittoria sui nemici della fede cristiana. Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite allo studio (insegnanti, e ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani). Infine, viene rappresentata con una ruota spezzata, lo strumento del martirio, ma anche l'elemento che lega la santa a numerose corporazioni di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota. Forse questo è l'elemento che unisce la santa ai ceramisti, di cui è protettrice, i quali usano come strumento di lavoro la ruota per creare vasi e piatti.


newsletter
sito istituzionale
google maps
meteo