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Museo regionale della ceramica
immagine Museo regionale della ceramica
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Fondato nel 1898 ed ospitato nell'ex Convento di San Francesco attigua all'omonia Chiesa, Il Museo Regionale della Ceramica ha spazi espositivi che coprono complessivamente una superfice utile di mq 1700 suddivisa in 1200 di percorso, costituito da 14 sale espositive e 500 destinata a deposito visitabile che accoglie collezioni di ceramica contemporanea.

Al piano terreno si accede dall'ingresso a tre sale “open” dove sono sistemate sintetiche mostre temporanee (attualmente una dedicata alle terrecotte invetriate e due ad artisti derutesi del Novecento) che consentono al visitatore di cogliere a colpo d'occhio un saggio della sistemazione del Museo e di decidere se proseguire la visita a pagamento. Dalla stessa area si accede alla biblioteca specialistica in storia della ceramica, già ricca di oltre 1400 volumi. Superato all'ingresso il banco della reception si accede al percorso che apre con una sala dedicata alla tecnica della ceramica. Nell'ultima sala del piano terreno è riassunta la storia della ceramica di Deruta tramite i frammenti per cominciare poi il percorso espositivo con una sezione dedicata alla ceramica arcaica.

Il restante percorso sale ai piani superiori ed organizza in periodi l'evoluzione della Maiolica derutese sino ai primi anni del 1900.

Nell'itinerario morfologico e stilistico che esalta il periodo rinascimentale con piatti da pompa recanti stemmi nobiliari o ritratti di belle donne rinascimentali decorati con la tecnica del lustro, sono inserite coppe amatorie, gemelli, ballate, impagliate, oggetto per la tavola, alzate, saliere, boccali e brocche oltre che del rinascimento del periodo compendiario del settecento e dell'ottocento.

Durante il percorso vengono poi salvaguardate alcune aree tematiche, come la sezione dei pavimenti, delle targhe votive, nonché la ricostruzione di un'antica farmacia.

Una particolare attenzione al secondo piano è dedicata al collezionismo, essendo a compendio del percorso destinata alla esposizione della “Collezione Magnini” l'intero salone. Le teche di inizio secolo costituiscono elemento di arredo che ben si integra con la straordinaria ricostruzione del controsoffitto a volte e le sezioni di ceramica, non solo derutese, testimoniano nel contempo il fenomeno del collezionismo locale di inizio secolo e la sapiente politica delle acquisizioni condotta a partire dagli anni 80.


L'arte della ceramica
Documenti scritti testimoniano la produzione a Deruta fin dal XII secolo, ma i vari reperti, spostano in tempi ben più remoti la nascita delle prime botteghe. La produzione nel periodo arcaico (sec. XII-XIV), è caratterizzata dalla produzione di oggetti di uso comune: versatori, bacili, scodelle, panate, decorati con motivi geometrici o floreali, talvolta zoomorfi, colorati con verde ramina e bruno manganese. Nel XV secolo, la maiolica derutese raggiunge il massimo splendore e gli oggetti, con la comparsa dei colori, giallo, blu, arancio assumono una funzione decorativa. All'evoluzione delle forme si unisce una diversità ed originalità delle decorazioni che si ispirano a motivi floreali, zoomorfi, grottesche, a girali fioriti, a corona a spine, a petal back.

In questo periodo appare, altrsì negli oggetti di maggior pregio, la raffinata tecnica del lustro ed artisti di grande rilievo come Giacomo Mancini e Francesco Urbini.

Pavimenti quali quello della Chiesa di S. Francesco di Deruta di S. M;aria Maggiore in Spello e della Sacrestia di S. Pietro a Perugia, sono ulteriori testimonianze della migliore produzione di maioliche derutesi. Attraverso i tempi, lo stile ed i decori si trasformano nel “compendiario” dai tratti veloci, e nel “calligrafo”, di ispirazione moresca.

Il secolo XVIII vede un periodo di crisi, superato dopo l'Unità d'Italia con una significativa ripresa dovuta all'opera soprattutto di Angelo Micheletti, Alpinolo Magnini, David Zipirovic ed Ubaldo Grazia. Oggi l'alto livello della produzione artistica si può riscontrare visitando i numerosi laboratori, botteghe e fabbriche presenti in quasi tutte le vie di Deruta e dove si può assistere liberamente anche alle varie fasi di lavorazione.

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