Arte e cultura
Palazzi Storici
Chiesa della Madonna della Cerasa o della Madonna del Divino Amore
La chiesa venne fatta edificare dalla famiglia Ludovici nella prima metà del XIX secolo. La chiesa, caratterizzata da una sobria architettura, inserita all’interno del Rione Valle, ospita sull’altare una copia in maiolica della Madonna della Cerasa di Federico Barocci.
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Chiesa della Madonna delle Piagge
Costruita nel 1601 per volere dei magistrati di Deruta, nel 1606 fu aggregata alla Compagnia del Rosario o della Morte. All'interno l'unico altare accoglie un affresco raffigurante la Madonna col Bambino di artista locale di cultura tardo manieristica. Un tempo le pareti erano adornate da affreschi raffiguranti tendaggi, ora però giunti a noi in parte. Nella facciata si trova un pannello in maiolica, finemente decorato, raffigurante la Madonna col Bambino, opera autografa di Amerigo Lunghi.
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Chiesa di San Francesco
La struttura in stile romano gotico venne ristrutturata e consacrata nell'anno 1388, dopo un violento terremoto che l'aveva completamente distrutta. La facciata come tutto l'esterno è in pietra arenaria e presenta un portale ogivale e in alto un rosone circolare in pietra bianca e rosata, rifinita con eleganti motivi decorativi. L'interno è caratterizzato da un'ariosa abside poligonale e, lungo le pareti, da nicche. Vi sono conservate alcune pregevoli opere d'arte di Domenico Alfani (Madonna col Bambino e santi), di Giovanbattista Caporali e di scuola umbra e senese del '300 e '400. Da notare il Martirio di santa Caterina d'Alessandria del 1339. La santa è consideratala protettrice dei ceramisti. Nell'annesso convento ha sede il Museo Regionale della Ceramica.
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Chiesa di Sant'Anna
Al centro dell’abitato in Borgo Garibaldi, si trova la chiesa di Sant’Anna, anticamente chiamata di San Jaco (Giacomo), con l’annesso Ospedale poi trasferitosi entro le mura. Interamente ristrutturata nel corso del Settecento, la chiesa è di probabile origine medievale come sembrerebbero confermare le notizie relative ad alcune pitture-oggi scomparse- ‘sul gusto di Giotto e Cimabue’ (G. Fabretti). La facciata è sovrastata da un piccolo campanile a vela di bronzo, particolare nel suo genere. L'interno è ad un'unica navata e contiene un altare e due nicchie laterali. L’altar maggiore ospita una tela del 1744, attribuita adAnton Maria Garbi raffigurante la Madonna col Bambino, Sant'Anna, San Gioacchino e San Francesco e venne eseguito, come dice l'iscrizione sulla sommità, per ‘pia devozione di Felice e Carlo de Tiratelli’. Di particolare interesse è la nicchia laterale destra, attorniata da una mostra barocca in stucco con degli angioletti. Di fronte alla chiesa si trova, inglobata in un edificio, una nicchia con un affresco rovinatissimo dell'inizio del XV sec. raffigurante la Madonna col Bambino tra due santi.
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Chiesa di Sant'Antonio Abate
La chiesa, ospita al suo interno importanti affreschi di Bartolomeo Caporali e Giovanni Battista Caporali. Nella nicchia che si apre nella parete sinistra, Bartolomeo Caporali affrescò, nel 1480, una Madonna della Misericordia tra i santi Francesco e Bernardino e, sulla volta, il Padre Eterno tra gli evangelisti. Sempre nella parete sinistra si trova una tela seicentesca, proveniente dalla Chiesa di San Francesco, raffigurante Cristo re tra la Madonna, San Francesco, quattro santi francescani e quattro sante francescane e le anime del Purgatorio. La parete di fondo è occupata da una grande mostra d'altare in stucco con un'iscrizione dicente ALTARE QVOTIDIANO PRIVILEGIATO SANT' ANTONIO ABATE entro cui Giovanni Battista Caporali dipinse le Scene della vita di sant'Antonio Abate e le figure di San Rocco e San Sebastiano. Al centro dell'altare si trova una statua in terracotta invetriata raffigurante Sant'Antonio Abate che nella base riporta l’iscrizione: "Renovato al tempo de Julio Priore e Salvatore suo... A.D.1553 a di 20 decembre" Sulla parete destra un piccolo altare in stucco accoglie un dipinto della fine del '500 raffigurante Sant'Isidoro. Sopra alla porta di ingresso si trova un’elegante cantoria in legno dipinto, ove era collocato un piccolo organo settecentesco. Sul muro di contro facciata un'urnetta cineraria etrusca, con iscrizione e motivi decorativi, ha funzione di acquasantiera. Da questa chiesa proviene, il gonfalone processionale di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno, conservato nella Pinacoteca Comunale.
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San Niccolò di Celle
È documentato come “villa “ già nelle cronache della metà del Duecento, mentre come “castrum” è citato nel secolo successivo. Poco distante dai reti del castello è la chiesa di San Nicola, forse anteriore al 1278 e dipendente dell'abbazia di Farfa. Restaurata a fine Ottocento presenta una facciata di Nazzareno Biscarini, mentre gli affreschi del catino absidale sono opera di Giovanni Ellero (1915) Interessante il vocabolo Pantanelli, con l'omonima chiesa cinquecentesca della Madonna, al cui interno sono opere di scuola umbra e senese.
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Sant'Angelo di Celle
Insediamento dei Benedettini, che vi operarono a lungo, effettuando un'efficace opera di bonifica idraulica. Interessante la chiesa di San Michele Arcangelo, di fine Duecento ma rivista prima nel Cinquecento poi rimaneggiata e ampliata a metà Ottocento. È a tre navate, con facciata in terracotta e campanile rinascimentale. Nei pressi del paese è la località di Fanciullata, dove nella cappella “del Fanciullo” o della Madonna del Ranuccio si vede un bell'affresco di Bartolomeo Caporali.
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Santuario della Madonna dei Bagni
Il santuario, edificio a pianta centrale costruito nella seconda metà del '600 in ricordo di un evento miracoloso avvenuto nel 1657, originato dal ritrovamento di un frammento di una tazza in maiolica con sul fondo dipinta l'immagine della Madonna col Bambino, conserva all'interno un'importante raccolta di maioliche. Sono oltre 600 mattonelle votive di grande valore storico, artistico e religioso, realizzate dai ceramisti derutesi su commissione dei fedeli, “per grazia ricevuta”. Ex voto che illustrano episodio di disgrazia, incidenti e malattie risoltosi felicemente per coloro che si rivolsero alla Vergine. L'altare maggiore custodisce tuttora il frammento di ceramica che raffigura la Madonna, insieme al tronco di quercia sul quale nel 1657 era stata collocata la sacra effige.
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